<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142</id><updated>2011-12-08T13:05:27.790+01:00</updated><category term='vs CB'/><category term='Danio Manfredini'/><category term='da Antonio Sagredo'/><category term='Orodè Deoro'/><category term='Eliana Forcignanò'/><category term='Pippo Delbono'/><category term='Maria Luisa Bene'/><category term='Antonella Gaeta'/><category term='Fondo Verri'/><category term='Da La mosca nel bicchiere'/><category term='Nato Bene'/><category term='Amalia Cecere'/><category term='Maurizio Nocera'/><category term='Dino Campana'/><category term='Piero De Marchis'/><category term='Valentina Sansò'/><category term='Carmelo Bene'/><category term='Vito Antonio Conte'/><category term='Recensioni'/><category term='Rossano Astremo'/><category term='Mauro Marino'/><category term='Claudio Longo'/><category term='il libro'/><category term='fotografie'/><title type='text'>la mosca nel bicchere</title><subtitle type='html'>vs Carmelo Bene</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>25</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-3785343322779506232</id><published>2010-08-28T11:57:00.001+02:00</published><updated>2010-08-28T12:00:22.864+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nato Bene'/><title type='text'>Nato Bene, morto male!</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;font-size:180%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Mauro Marino&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Racconta Maria Luisa Bene: «Io e Carmelo siamo nati a Campi. (Carmelo l'uno settembre del 1937). Solo successivamente ci siamo trasferiti a Lecce, quando io avevo già quattordici anni e mezzo e Carmelo sedici. Carmelo è stato più fortunato di me perché, oltre alle elementari, ha potuto fare a Campi anche le Medie e le Scuole Superiori presso gli Scolopi. Invece io, dopo la quinta elementare, piccolina piccolina com’ero, con le treccine dovevo prendere il treno e andare a scuola a Lecce. A Campi non c’erano le Scuole Medie femminili. Poi, tutti e due abbiamo fatto a Lecce il Liceo Classico. Carmelo lo ha iniziato a Campi, la seconda e terzo liceo l’ha frequentata invece a Lecce. Quando ci siamo trasferiti in città, in via Degli Antoglietta, io facevo la quarta ginnasio. Abbiamo frequentato in quella scuola che adesso è l’Ateneo [nei pressi di Porta Napoli], vicino dove andavo a giocare a tennis. Erano i primi anni ‘50».&lt;/p&gt;               &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="justify"&gt;Campi Salentina, con “Nato Bene” rende omaggio all'illustre concittadino Carmelo Bene con una “bella” festa di compleanno, un seminario notturno in apertura, nella notte del 1° settembre, in cima a Sant'Elia con un &lt;span style=""&gt;ascolto: “L’orecchio mancante e il teatro invisibile: la Salomè di Oscar Wilde secondo Carmelo Bene”. Giovedì 2, un'intensa giornata di incontri per la consegna del premio "Sud del sud dei santi" e del “Certificato di nascita – nuovi studi carmeliani”, riconoscimento che segnala e valorizza le opere e gli studi ispirati e dedicati del Grande Salentino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Artefici” dell'iniziativa due patron di alta competenza storica e critica: Piergiorgio Giacchè e Goffredo Fofi, sodali del Maestro nell'ultima ora, depositari del desiderio di Fondazione. Desiderio rimasto tale “suicidatosi” nell'ardire d'esserci! “L'immemoriale” si sarebbe chiamata! C’è da figurarselo  come “luogo” dove il 'ricordare' necessita trasformarsi in 'atto' per non essere più solo ricordanza, nenia nostalgica del nulla... Tant'è... Ahinoi, tant'è... L'Immemoriale non è!&lt;br /&gt;Martedì 24 agosto, a poche ore dalla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa campiota, il Nuovo Quotidiano di Puglia pubblica la notizia d'una piccata reazione di una tale Raffaella Baracchi da Torino, nota per essere stata eletta in quel di Salsomaggiore Miss Italia nel 1983, seconda moglie di CB e madre dell'erede Salomè Bene.&lt;br /&gt;La signora Baracchi pretende d'aver diritto di diffida! Di poter essere contro la manifestazione:  Carmelo Bene è “innominabile”, è cosa sua! Come suo è tutto ciò che all'Uomo in vita è appartenuto: opere, cose, cosine, case. Ciò che a lei non serve va buttato, mandato al macero, distrutto. Dimenticato! Sapete, è successo, si racconta di un deposito di merci e di scenografie andato perduto...&lt;br /&gt;La signora ha dimora salentina a Otranto il portone di quello che fu “eremo” del Maestro porta su scritto Baracchi adesso, neanche l'ombra del nome Bene.&lt;br /&gt;Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene, non c'è più, forse non c'è mai stato! Ma adesso proprio non c'è più, non ci deve più essere e per ancora esserci deve chiedere il permesso alla sua moglie.&lt;br /&gt;Tutti coloro che vogliono che CB - la sua sostanza di voce, di scrittura, di atti e di visione - sia ancora, devono chiedere a Lei il permesso e in più devono essere di Suo gradimento, coinvolgerLa, sentirLa... se no , niente! CB non s'ha da nominare!&lt;br /&gt;Ma vi pare? Destino amaro dell'Arte, dell'artista che diventa, morto, ostaggio dei parenti.&lt;br /&gt;Che tristezza Carmelo c'è da volgersi a Nostra Signora per chiederle la grazia ancora d'apparire! Figurandosi in Athena, magari armata di lancia a chieder vendetta!&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;E torna CB, torna:&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt; &lt;span style="font-family: georgia;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Non esisto: dunque sono. Altrove. Qui. / Dove? M’apparve il sogno, ad occhi aperti / Di Lei, che non fu mai”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;O Miss, mia cara Miss”, avrebbe più semplicemente parafrasato Totò... Vien da pensare ad una vendetta! Già, vien da pensare che è chi “non fu mai”che usa astio e rivalsa, che questo pare oltre l’interessi della tasca! Chi non fu mai! E neanche è! Cultura, memoria e dedizione son altro, son di chi ama e di chi ha amato! Nessuno ne è proprietario!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-3785343322779506232?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/3785343322779506232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=3785343322779506232' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/3785343322779506232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/3785343322779506232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2010/08/nato-bene-morto-male.html' title='Nato Bene, morto male!'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-86499356671587941</id><published>2010-08-28T11:57:00.000+02:00</published><updated>2010-08-28T11:58:35.499+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nato Bene'/><title type='text'>Nato Bene</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Eventi/ Omaggio a Carmelo Bene dalla sua Città Natale&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Buon compleanno!!!&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style=""&gt;Una lunga notte ed un intero giorno traversato da riflessioni che al Maestro sono dedicate, e suggestioni che dal Maestro sono ispirate, ma, soprattutto, un momento di immersione nella dimensione del “sud del sud dei santi” così come è stata indicata e inventata da Carmelo Bene: “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;sud del sud” &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;come &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;oltremare&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt; e &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;oltrecielo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt; ovvero quella visione che dal Sud procede verso un’ulteriore profondità e alterità, che incrementa e valorizza la funzione e la necessità della “minoranza come divenire”, come libertà di ricerca e generosità d’incontro con quelle situazioni e segni e valori che si situano – idealmente e metaforicamente – nel sud del mondo ovvero che sconfinano al di là del mondo del sud.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;La festa di compleanno&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;I “festeggiamenti” prevedono una serie di iniziative che si svolgeranno in diversi luoghi della città di Campi Salentina. Nel giorno del compleanno di Carmelo Bene, la notte del 1 settembre alle ore 24.00, c/o l’Ex Convento Cappuccini di S. Elia (s. p. Campi-Squinzano), appena fuori dalla Città, avrà luogo l’ascolto notturno in forma di seminario a cura di Piergiorgio Giacchè dal titolo “L’orecchio mancante e il teatro invisibile: la Salomè di Oscar Wilde secondo Carmelo Bene”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giovedì 2 settembre, alle 11.00 nella Sala Consiliare del Comune di Campi sal. sarà consegnato il Premio "Sud del sud dei santi". Il riconoscimento, quest’anno relativo all'ambito dell’audio-visivo, andrà ex aequo a due registi stelle nascenti del cinema italiano, Michelangelo Frammartino e Pietro Marcello, che hanno contribuito con le loro opere e ricerche ad indicare ed esplorare la dimensione del “sud del sud dei santi” così come è stata inventata da Carmelo Bene: sud del sud come 'oltremare' e 'oltrecielo' ovvero come “altro dell’altro”. Goffredo Fofi si incaricherà delle motivazioni e sarà presente per la consegna dei Premi stessi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Alle 18.00, nell'Ex Biblioteca Comunale l’inaugurazione della mostra fotografica “Florilegio per Carmelo Bene” di Andrea Valcalda e selezioni e visioni di altri “fiori” scelti dalle opere di Bene. La mostra resterà aperta dal 2 all’11 settembre dalle 18.00 alle 22.00.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Nella stessa occasione ad Andrea Valcalda, Francesca Rachele Oppedisano e Riccardo Panfili verrà consegnato il riconoscimento “Certificato di nascita – nuovi studi carmeliani”, un premio che segnala e valorizza le opere e gli studi ispirati e dedicati a Carmelo Bene, privilegiando le “prime volte” di giovani e non più giovani “studiosi”. La consegna degli attestati di “Nascita” sarà coordinata da Bruna Filippi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Alle 20.00, sarà la volta di “Amado Mio, il profeta e la Patria” evocazioni e spiegazioni in parole e musica con l’intervento delle autorità locali e di BandAdriatica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La proiezione dei due film premiati nella sezione “Sud del Sud dei Santi” avrà luogo presso il  giardino della Casa Prato, nella serata di giovedì 2 settembre, alle ore 20.45. I film, presentati da Goffredo Fofi, saranno “Le quattro volte” di Michelangelo Frammartino e “La bocca del Lupo” di Pietro Marcello. Saranno entrambi proiettati al pubblico nella forma di cinema all'aperto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;Il Premio “Sud del Sud dei Santi”&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giunto alla sua terza edizione, il premio nasce da un’idea di Piergiorgio Giacchè ispirata a una frase, meglio un concetto anzi una “visione”, di Carmelo Bene, rielaborato in chiave antropologica.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Nel sud ci si sente già in un altrove, il sud è sempre stato nell’ottica nord-occidentale il luogo limite, il più basso ed escluso, il più sconosciuto e perfino pericoloso. Nel sud ci si sente sempre dunque emarginati e scontenti, si cerca quindi di giustificarsi e compararsi al nord. Si crede che gli Altri verso i quali ci si deve misurare sono al nord.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;i&gt;L’invito – solo apparentemente provocatorio di Carmelo Bene – è quello di sfruttarne la posizione per guardare ancora più a sud. Trovandosi in un finis terrae, si apre una visione dell’oltremare e dell’oltrecielo, qualcosa che sembra il vuoto, il nulla. Ma in quel nulla abitano i santi, cioè guardando verso quell’infinito si possono avere delle vere visioni. Ma anche delle vere condizioni e delle nuove scoperte. Estetiche ed estatiche. Ma infine anche penetrazioni che forse non servono a fondare una identità ma certamente fanno procedere verso un’alterità sempre più profonda e necessaria. In fondo (sempre che ci sia un fondo) il sud è una dimensione anche geografica vastissima e antropologica ricchissima, ed è anche – per il nostro punto di vista nordista (e tutti siamo nordisti) – una direzione tutta da indagare e da sfruttare”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L’idea del premio è nata così. Ci sono persone che operano o pensano o creano qualcosa che ci aiuti a spostare lo sguardo sempre più a sud, che stimolano e aiutano noi meridionali a guardare verso il meridione del meridione, verso quel luogo e tempo più a sud che solo da qui si può guardare ma anche che serve a perdersi, a criticarsi, a cercare non di rafforzare la nostra identità ma ad arricchire la nostra alterità?&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;L'altro premio&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il riconoscimento “Certificati di nascita: nuovi studi carmelitani” - è la ripresa di un’idea venuta subito dopo la morte d Carmelo Bene ma che non è stata mai fin qui sistematicamente e istituzionalmente portata avanti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Un’idea di Bruna Filippi, storica e importante studiosa del teatro gesuitico, che lavora fra l’altro sul rapporto tra Teatro e Mistica ed ha organizzato varie iniziative di studio sul teatro e la figura di Carmelo Bene, fra cui la direzione di un seminario internazionale a Parigi della prestigiosa Ecole des hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS). A queste iniziative partecipano molti giovani interessati all’opera e alla figura di Bene; molti poi, anche altrove, hanno prodotto pregevoli tesi di laurea e di dottorato ma anche altri non studenti possono essere chiamati studiosi: sono musicisti,  attori, artisti in genere che si sono innamorati e ispirati all'opera di CB. “Ecco, adesso, trovandoci a Campi e cioè nel luogo di nascita di Bene, ad alcuni di questi è possibile proporre un riconoscimento che equivale ad un “certificato di nascita” quali Nuovi Studiosi Carmelitani: in nessun’altra città questo si potrebbe fare”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Campi e la sua biblioteca, già intitolata a Carmelo Bene, potrà avvantaggiarsi delle loro opere e intanto conoscerli e riconoscerli. “Battezzarli” certo in modo laico, assegnando loro un diploma sovrimpresso sull’autentico certificato di nascita di Carmelo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Anche questo “premio” o “riconoscimento” non ha una giuria. La prof.ssa Filippi è stata nel suo lavoro di selezione coadiuvata da tre altri amici esperti (lo stesso Giacchè, Goffredo Fofi e Jean Paul Manganaro, forse il più caro amico e interprete del pensiero e dell’opera di Bene), ma i nuovi “battezzati” entreranno a anche loro a far parte di un circolo di consiglieri e di suggeritori e scopritori di “Nuovi Studiosi Carmeliani”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-86499356671587941?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/86499356671587941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=86499356671587941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/86499356671587941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/86499356671587941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2010/08/nato-bene.html' title='Nato Bene'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-5589553362733164339</id><published>2010-03-15T15:25:00.000+01:00</published><updated>2010-03-15T15:32:39.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orodè Deoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fondo Verri'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/S55E1VrPz_I/AAAAAAAABaA/f7MbSAJ667I/s1600-h/Pinocchio+C.B.+in+un+mosaico+di+Orod%C3%A8+Deoro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 299px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/S55E1VrPz_I/AAAAAAAABaA/f7MbSAJ667I/s400/Pinocchio+C.B.+in+un+mosaico+di+Orod%C3%A8+Deoro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448868282307170290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il 16 marzo del 2002 moriva a Roma, Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene: CB. Era nato a Campi Salentina il 1 settembre 1937.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;In occasione dell’ottavo anniversario della morte il Fondo Verri organizza una serata in suo onore. Ospite, nella saletta di via Santa Maria del Paradiso a Lecce, la sorella Maria Luisa, che ricorderà, con Maurizio Nocera, momenti di vita e di teatro del maestro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;A seguire la performance a cura dell’attore Simone Franco, del poeta Simone Giorgino, del pittore Orodè Deoro, “Grazia de’ fiori” ispirata al poema beniano “‘L mal de’ fiori” edito da Bompiani, pubblicato per la prima volta nel 2000. L'opera valse a Bene - dalla Fondazione Schlesinger, istituita da Eugenio Montale, la cui presidenza onoraria era tenuta allora da Rita Levi Montalcini - il titolo di «poeta dell'impossibile».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“Grazia de’ fiori” è stata presentata in anteprima nazionale nel foyer del teatro Palladium di Roma durante la serata di inaugurazione della mostra di Orodè Deoro “L’impossibile Bene” in corso fino all’11 aprile 2010.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-5589553362733164339?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/5589553362733164339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=5589553362733164339' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5589553362733164339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5589553362733164339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2010/03/il-16-marzo-del-2002-moriva-roma.html' title=''/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/S55E1VrPz_I/AAAAAAAABaA/f7MbSAJ667I/s72-c/Pinocchio+C.B.+in+un+mosaico+di+Orod%C3%A8+Deoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-456346661622553332</id><published>2009-04-08T11:59:00.001+02:00</published><updated>2009-04-08T12:03:10.923+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maria Luisa Bene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurizio Nocera'/><title type='text'>Per il compleanno di Maria Luisa Bene</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Auguri Maria Luisa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Nocera&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Santa Cesarea Terme. Una sera di marzo 2009. Nella casa che affianca la fantastica dimora di “Nostra Signora dei Turchi” siamo in cinque. Non siamo seduti attorno ad un tavolo, ma in un salotto dalle poltrone bianche. I nostri nomi sono: Valentina Sansò (che nella vita fa la grafica); Mauro Marino (che nella vita fa il grafico, ma anche il giornalista e tante altre cose); Piero Rapanà (che nella vita fa l’attore), chi qui scrive (che nella vita insegna in un liceo pedagogico). Poi c’è lei, la Signora, cioè Maria Luisa Bene, sorella dell’impronunciabile, di CB.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Siamo curiosi di sapere com’è stata la sua vita, quella dei suoi genitori, da dove proveniva la sua famiglia. In realtà, attraverso le domande che poniamo alla Signora, vogliamo delle risposte che ci permettano di sapere qualcosa in più di suo fratello, dell’impronunciabile, di CB.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Maria Luisa, candida come una margherita bianca di primavera, ci dice che lei e CB sono nati a Campi Salentina, dove i loro genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro. Le intenzioni dei genitori erano quelle di rimanere lì soltanto tre o quattro anni. Il dottor Reale, leccese, concessionario di tabacchi e proprietario del tabacchificio di Campi si era rivolto a Umberto Bene, nativo di Vitigliano, ma all’epoca residente a Lecce, con queste parole:  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Dottor Umberto solo lei può fare il miracolo. Quell’opificio – il più grande che ho – non va bene. Me lo deve rimettere a posto. Solo lei ci può riuscire».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La Signora continua a dirci che il suo papà e la sua mamma abitavano a Lecce, ma non ancora in via Degli Antoglietta, in un altro posto, per cui decisero di accettare questo nuovo lavoro a Campi. In un primo momento la mamma rimase a Lecce, mentre il papà faceva su e giù da Campi. Però il dottor Reale insistette:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Don Umberto non è bene che donna Amelia rimanga a Lecce. Apre i cassetti, rivede le cose della bambina che ha perduto – si chiamava Maria Teresa – e tutto ciò diviene penoso per lei. La introduca nel mondo del lavoro».  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;A quel tempo [siamo negli anni ‘30] le donne non lavoravano, per cui mamma Bene accettò volentieri la proposta di portare avanti l’amministrazione dell’opificio. Fu così che Umberto Bene divenne il direttore tecnico mentre la mamma di Maria Luisa e dell’impronunciabile, di CB, quello amministrativo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ci dice ancora la Signora: «Io e Carmelo siamo nati lì. Solo successivamente ci siamo trasferiti a Lecce, quando io avevo già quattordici anni e mezzo e Carmelo sedici. Carmelo è stato più fortunato di me perché, oltre alle elementari, ha potuto fare a Campi anche le Medie e le Scuole Superiori presso gli Scolopi. Invece io, dopo la quinta elementare, piccolina piccolina com’ero, con le treccine dovevo prendere il treno e andare a scuola a Lecce. A Campi non c’erano le Scuole Medie femminili. Poi, tutti e due abbiamo fatto a Lecce il Liceo Classico. Carmelo lo ha iniziato a Campi, la seconda e terzo liceo l’ha frequentata invece a Lecce. Quando ci siamo trasferiti in città, in via Degli Antoglietta, io facevo la quarta ginnasio. Abbiamo frequentato in quella scuola che adesso è l’Ateneo [nei pressi di Porta Napoli], vicino dove andavo a giocare a tennis. Erano i primi anni ‘50».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La Signora ci informa che la casa di via Degli Antoglietta fu venduta ad un prezzo accessibile ad Umberto Bene dal dottor Reale. Ricorda che si trattò di un grandissimo affare dettato dalla gratitudine. Era una casa di quasi trecento metri quadrati, con il lastrico solare. Umberto Bene aveva risolto alla famiglia dei Reale i problemi dell’opificio di Campi. Si era in tempo di guerra e a Lecce nessuno poteva avere il grano per fare il pane, la semola, i legumi. Maria Luisa ci dice che a Campi tutto il paese adorava il padre, in particolare perché non aveva voluto aderire al Fascismo, e poi anche perché non aveva voluto prendere alcuna tessera, assecondando i primi scioperi operai. «Era lui che si metteva davanti ai cancelli, addirittura rischiando di farsi sparare! Questo Carmelo lo ha raccontato, papà era fortissimo, benché non fosse molto alto».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ci dice ancora che una volta si presentarono a Campi due fascisti, lei, Maria Luisa, era attaccata al pantalone di padre, quando venne aperta la porta. «Lo minacciarono di prendere i bambini… le scale avevano un’unica rampa molto ripida. Papà fece semplicemente così… e rotolarono giù per le scale».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;I contadini campiensi amavano Umberto Bene perché dava loro le sementi. In tempo di guerra, andava in Bosnia Erzegovina con un carro bestiame, e da lì riportava il tabacco e le sementi. Allora tutti i contadini di Campi coltivavano il tabacco.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La Signora racconta: «La mamma gli diceva: “Fammi una cortesia, non andare all’ufficio di collocamento. Prendi la bicicletta e fai un giro delle case. Vedi chi ha più figli, dove c’è più bisogno”. Allora i miei genitori arrivarono ad avere occupati fino a ottocento operai. E lì si lavorava il miglior tabacco delle Puglie».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Garbatamente chiediamo alla Signora a quanti anni CB lascia la casa di Lecce per andare a Roma.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«A diciassette anni. Appena finito il Liceo classico», è la risposta che ci viene data.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Lei, invece, finito il Liceo, fu mandata in “esilio” a Bologna. Esule perché aveva un ragazzo che Umberto Bene non voleva per la casa. «Così – ci dice la Signora - quando Carmelo debuttò nel ’59 al teatro delle arti, papà e mamma partirono da Lecce, io da Bologna e ci trovammo in albergo a Roma».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Fu in quella occasione che CB le disse: “Ora che ritorni a Bologna fai un corso di recitazione”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Ho già iniziato», rispose lei.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Gentilmente le chiediamo di dirci quale fu la prima opera di CB&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Fu il Caligola». &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Camus era rimasto molto insoddisfatto dall’interpretazione di Gèrad Philipe, per cui CB e i suoi amici andarono a Parigi a chiedergli i diritti d’autore. Lì non c’era. Si trovava alla Fenice, a Venezia. Così CB lo cercò in albergo, dove andò assieme al regista Alberto Ruggero, che con lui faceva ancora l’Accademia. Camus chiese loro: «Chi dei due sarà Caligola?».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Io, maestro» rispose Carmelo – aggiungendo – «Abbiamo un grosso problema, non abbiamo molto denaro per i suoi diritti».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Vi cedo i diritti, in cambio di un posto in platea la sera della prima» fu la sua risposta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Purtroppo non lo vide mai, perché morì prima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Chiediamo ancora alla Signora in quali teatri C. B. debuttava.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Carmelo ha debuttato non nelle cantine. I suoi debutti li ha fatti tutti nei grandi teatri. Dopo aver fatto il “Caligola” al Teatro delle Arti, lo fece poi come attore e come regista anche al Politeama di Genova. Poi ha fatto “Dottor Jekil e Mr. Hide” al Ridotto dell’Eliseo; “Ubu Roi” al Teatro dei Satiri; il “Faust” al Margherita. Poi ha fatto “Manon” al Flaiano, e al Teatro delle Muse “Il rosa e il nero” e “Il Monaco”».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Vorremmo ricordare alla Signora altri particolari dei debutti di CB delle sue sperimentazioni, di altro ancora. Ma subito la sua risposta sovrasta la domanda:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Per la sperimentazione e la ricerca era un problema trovare gli spazi, per questo aprimmo il primo Teatro Laboratorio in Trastevere, a Piazza San Cosimato. Da lì passammo poi al Beat 72, quindi al Teatro “Carmelo Bene” in piazza Fontanella Borghese. Ma già in Piazza San Cosimato venivano Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante. Carlo Giulio Argan, il quale, nell’occasione del “Majakovskij” di Carmelo portò a teatro tutti i suoi studenti a sentirlo».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Gentilmente, chiediamo a Maria Luisa di sapere come va ora la sua vita.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Questa notte, ma anche la notte scorsa e l’altra ancora, ho avuto una forte tachicardia. Così, mi sono detta “Maria Luisa quanto ti rimane da vivere?”. Questo mi sono detto, nello stesso momento in cui pensavo alla cosa più importante che ho ancora da fare: portare le ceneri di Papà e di Carmelo da Otranto a Santa Cesarea. Poi dopo posso anche morire. Ho vissuto tante di quelle vite che lo stress prima o poi era giusto che arrivasse. Quando qualcuno mi parla di depressione, a me quelle parole mi sembrano essere quasi uno schiaffo alla Provvidenza. Perché nessuna più di me avrebbe avuto diritto alla depressione. Io non ho avuto il tempo di deprimermi. Mai. Ho sempre corso come una figlia di quaglia. Ho fatto la vita in corsa. Per questo ora non vedo l’ora di fermarmi».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Chiediamo alla Signora perché mai lei non ha sfruttato l’occasione per fare teatro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ci risponde così: «Quando eravamo giovani io e Carmelo avevamo la voce identica. Ripeto: identica. Io ho fatto dizione a Bologna con Ernestina Zaggia, la moglie di Memo Benassi, sua compagna di scena. Lei mi voleva in radio, dove conduceva una trasmissione pomeridiana la domenica. Io invece tornai a Lecce per convincere i miei. Volevo raggiungere Carmelo a Roma. Però non dovevo convincerli con la parola bisognava inventare qualcosa. Questo qualcosa è possibile rintracciarlo in un passo del libro di Carmelo “Sono apparso alla Madonna”. Si tratta di un lapsus di mio fratello, ed è questo; quando sono nata io, Carmelo desiderava che mi gettassero giù dal terrazzo. Carmelo odiava le bambine, perché le trovava leziose. Poi però mi accettò, anzi ne fu felice, tanto che, quando mi regalarono la prima bambola – in tempo di guerra erano bambole fatte di stoffa, neanche quella tanto buona, riempite di paglia – la feci a pezzettini piccoli piccoli piccoli. La distrussi. Questo lo rese felice, perché disse: “Ecco, allora ce l’ho il compagno di giochi”. E furono pistole, insieme, il teatrino! Io sulla sediolina, fui il suo primo critico».&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E qual era la vita a Lecce, in via Degli Antoglietta?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;«Lì facevamo scherma. Fioretto – ci sentiamo rispondere – Quando Carmelo terminò il Liceo, prese lezioni dal Maestro Barbara, perché voleva diventare tenore. Però poiché avevamo cominciato tutti e due a fumare gli si ‘spezzo’ la voce. Pensate che la mia prima sigaretta - Carmelo già fumava - me la offrì papà che avevo sedici anni, durante la festa di matricola di Carmelo. Era una Serraglio! Lo ricordo perché era piatta. Ricordo pure che quando studiavamo, quando mamma si alzava per portarci il caffè alle cinque o le sei, nella stanza di Carmelo l’aria si tagliava con il coltello. Mamma diceva “Voi due questa notte…”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-456346661622553332?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/456346661622553332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=456346661622553332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/456346661622553332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/456346661622553332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2009/04/per-il-compleanno-di-maria-luisa-bene.html' title='Per il compleanno di Maria Luisa Bene'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-1280750661410815236</id><published>2009-03-14T10:08:00.002+01:00</published><updated>2009-03-14T10:09:48.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmelo Bene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurizio Nocera'/><title type='text'>E' da tempo che ci manca...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/Sbt0QXgLTHI/AAAAAAAABPs/a-Tdf4PK-PA/s1600-h/Carmelo+Bene.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 192px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/Sbt0QXgLTHI/AAAAAAAABPs/a-Tdf4PK-PA/s320/Carmelo+Bene.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312968009949334642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;16 marzo 2009 – anniversario che non si ricorda più della scomparsa dell’irrapresentabile.&lt;/span&gt;  &lt;p style="line-height: 0.78cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;da “SONO APPARSO ALLA MADONNA / VIE D’(H)EROS(ES) / autobiografia” di C. B. letta in filigrana e a saltelli da Maurizio Nocera che si vergogna pure di scriverlo che prima del primo atto aveva già voltato pagina al 1983 con la nostalgia del cominciamento sprofondante nelle viscere della terra d’Otranto che come dire è l’inizio di settembre in cui Lui nacque da un religiosissimo bordello confuso nelle tessere di un albero della vita nella pietra dentro i piedi di nostra santa madre basilica cattedrale che non era sulla mancanza lontananza di un’Otranto ubriaca ma culla di storie estroflesse immaginarie da inventare per una sua autobiografia rischiosissima scontata per un non pensiero spensierato tra i nomi di Giordano Bruno Giambattista Vico Tommaso Campanella in un’Otranto che è Magna Grecia come nord del sud del mondo di un sud del sud che comincia a Vitigliano come dire nel ventre di Santa Cesarea sulfurea che eccede per il santo dei santi di qui quel Giuseppe Desa da Copertino che vola con la testa dipinta di verde bevuto di nascosto perché la mamma non sa come prenderlo e lui diviene frate beato Asino che raglia a bocca aperta per fare contenta nostra signora di qui che non è turca stanca ma turca distesa «su un asse di appena cinquanta chilometri distante Otranto, in Campi Salentina, pianura sconfinata agricola di grano, vino, ulivi, e tabacco, soprattutto tabacco, un Atlas di tabacco, [dove] ha luogo la [sua] nascita di Sardanapalo» abbandonato fuggitivo alla capitale con l’Ulissse joyciano che legge Finnegans Wake per dirla con l’uomo dall’occhio sbilenco e dalle gambe coreutiche come di una taranta morta d’invidia per quel primo Amleto al Teatro Laboratorio seguito dal Pinocchio innamorato di una Salomè che non ne vuole proprio sapere di essere un po’ in disciplina indisciplinata come suo padre che vive dei soldi di quel Credito Italiano in cui lui non esisteva affatto perché diceva «se il mondo fosse la visione che ne abbiamo e non quella che il mondo ha di noi, saremmo forse più riservati» almeno fino a quando non s’accorgeva del «pubblico, ché una lampa vigliacca, in controluce, denunciava implacabile questa ed altre consimili magagne di quell’eroe involontario» dell’eterno addio che era prima di essere addio una non storia un non evento un non sonno un non sapere dove andare perché uno come Lui non aveva «mai leccato un sentimento. Mai penetrata un’anima» in quanto il principio è solo sonno azione illusoria di paternità dolente con le mani bianche affilate come coltelli che esce dal proscenio e si protende verso l’eternità punto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-1280750661410815236?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/1280750661410815236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=1280750661410815236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/1280750661410815236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/1280750661410815236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2009/03/e-da-tempo-che-ci-manca.html' title='E&apos; da tempo che ci manca...'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/Sbt0QXgLTHI/AAAAAAAABPs/a-Tdf4PK-PA/s72-c/Carmelo+Bene.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-4004049955214857969</id><published>2009-01-14T19:02:00.001+01:00</published><updated>2009-03-14T10:11:01.387+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Marino'/><title type='text'>Su carmelo e Maria Luisa Bene - Di solo amore</title><content type='html'>Mauro Marino            &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Non si uccide con un revolver, con un'arma da punta o da taglio. Si uccide anche per carenza di cure”. Non possiamo sapere sino a che punto siano vere e realistiche le ipotesi di Maria Luisa Bene sulle circostanze della morte di suo fratello Carmelo, ma qualcosa ci dice che in esse ci sia l'estremo tentativo da parte di questa donna eccezionale di riportare l'attenzione sulla figura e l'“eredita” intellettuale ed artistica di suo fratello.&lt;br /&gt;Maria Luisa Bene è persona dolcissima. L'età la fa delicata e la memoria che la abita preme la voce, che, inquieta, sempre mostra le tante cose di un'avventura in lei ancora densa di emozioni.&lt;br /&gt;Per lungo tempo sodale e complice delle scelte artistiche del fratello. Sin dall'infanzia! Racconta di un 'mitico' viaggio a Bari, in carrozza, per andare a vedere il “Lohengrin” di Wagner al Teatro Margherita, del fondale del teatro che sia apre per lasciar vedere il mare e il cigno-barca che si allontana con il protagonista della messa in scena!&lt;br /&gt;A questo erano allevati i due fratelli Bene! A queste visioni!&lt;br /&gt;La memoria che la abita è uno spaccato importante della vita di Carmelo Bene e del suo teatro. Poco s'è fatto e poco si continua a fare per accudire questa memoria!&lt;br /&gt;La foga “istituzionale” al domani della morte del Maestro ha prodotto dei grandi giri a vuoto.&lt;br /&gt;I 'comprimari' dell'ultima stagione di vita di CB hanno sostituito gli affetti, quelli veri.&lt;br /&gt;Quello autentico di Maria Luisa, che è stata messa nell'angolo, dimenticata, esclusa da chi si affannava a legittimare la propria posizione di privilegio nel dover testimoniare la grandezza di ciò che non c'era più.&lt;br /&gt;Quella “mancanza” è rimasta tale solo nel cuore di Maria Luisa. Pochi le sono stati vicino, attenti ad ascoltare. Luigi Santoro, Maurizio Nocera, Antonio De Carlo tra i pochi che in questi anni hanno mantenuto con lei teso il filo del ricordo.&lt;br /&gt;Il resto distratto, all'inseguimento di chissà quale convenienza.&lt;br /&gt;La foga dell'apparire ha rivelato tutta la sua approssimazione: l'idea che la “politica” poteva far da spalla forte e legittimante alla costruzione della Fondazione è naufragata da subito, per  vigliaccheria e per incompetenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La vigliaccheria della politica che nonostante le promesse fatte non è stata in grado o non ha voluto mantenerle. Per cui una Fondazione che aveva come partner di fatto il Comune di Otranto, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia s'è trovata da subito a dover fare i conti con l'assenza di chi per 'gelosia' politica non stava più nel gioco. C'era Raffaele Fitto, affianco al Maestro, vestito di bianco in una delle sue ultime performance otrantine, poi non c'è più stato! Era a disagio in compagnia di tutto quel miele intellettuale? Non gli piaceva il Teatro? Pensava bisognasse fare altro per ricordare, tutelare, valorizzare, mantenere quel grande patrimonio?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Man mano non c'è stato più nessuno!&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Travolti dall'incompetenza e dall'approssimazione di chi aveva dato avvio al percorso di creazione della Fondazione senza tener conto dell'esistenza di una moglie e di una figlia, legittime ed uniche eredi di quanto a Carmelo Bene è appartenuto, di quanto Carmelo Bene ha creato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ritorna come un presagio la visione del cigno che si allontana sul mare di Bari!&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Wagner scrisse di vedere in Lohengrin il prototipo dell’artista moderno – un’ombra di se stesso – gravato da un destino di solitudine e di incomprensione da parte del mondo circostante. Così è stato per Carmelo Bene! Non ci rimane altro che interpretare le parole di Maria Luisa Bene: “Non si uccide con un revolver, con un'arma da punta o da taglio. Si uccide anche per carenza di cure”, di affetto, di accudimento, di dedizione aggiungiamo noi!&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Si uccide una volta e si continua ad uccidere, a cancellare, a confondere la memoria con la menzogna, si continua a tradire ciò che solo ha avuto e ancora ha, necessità d'amore!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-4004049955214857969?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/4004049955214857969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=4004049955214857969' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4004049955214857969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4004049955214857969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2009/01/su-carmelo-e-maria-luisa-bene-di-solo.html' title='Su carmelo e Maria Luisa Bene - Di solo amore'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-2280543787041190008</id><published>2008-07-15T12:24:00.001+02:00</published><updated>2008-07-15T12:26:57.476+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie'/><title type='text'>Carmelo e Maria Luisa Bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SHx7CW1RRJI/AAAAAAAAAvg/kHFvWmTMMak/s1600-h/beneluisa4.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SHx7CW1RRJI/AAAAAAAAAvg/kHFvWmTMMak/s400/beneluisa4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223184948261897362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-2280543787041190008?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/2280543787041190008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=2280543787041190008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2280543787041190008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2280543787041190008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/07/carmelo-e-maria-luisa-bene.html' title='Carmelo e Maria Luisa Bene'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SHx7CW1RRJI/AAAAAAAAAvg/kHFvWmTMMak/s72-c/beneluisa4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-676302137936169514</id><published>2008-06-03T20:24:00.000+02:00</published><updated>2008-06-03T20:26:22.586+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie'/><title type='text'>Maria Luisa e Carmelo Bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SEWMp_dm0iI/AAAAAAAAAsQ/ehOP_GhJGVs/s1600-h/beneluisa2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SEWMp_dm0iI/AAAAAAAAAsQ/ehOP_GhJGVs/s400/beneluisa2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207723197161984546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-676302137936169514?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/676302137936169514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=676302137936169514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/676302137936169514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/676302137936169514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/06/maria-luisa-e-carmelo-bene.html' title='Maria Luisa e Carmelo Bene'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SEWMp_dm0iI/AAAAAAAAAsQ/ehOP_GhJGVs/s72-c/beneluisa2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-5968152383212941191</id><published>2008-05-21T11:48:00.000+02:00</published><updated>2008-05-21T11:49:17.997+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amalia Cecere'/><title type='text'>La mosca nel bicchiere</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;di Amalia Cecere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Carmelo bene: genio irrequieto e polimorfo della scena italiana, testimone protagonista dell’acre tenzone tra vecchio e nuovo teatro negli ultimi quattro decenni del Novecento, e nondimeno “autore-scrittore” di rara integrità, per l’elevatissima tensione linguistica ravvisabile nelle sue scritture tanto teoriche che letterarie. A cinque anni dalla sua scomparsa, Stefano di Lauro propone una esemplare commemorazione dell’artista salentino con &lt;i&gt;La mosca nel&lt;/i&gt; &lt;i&gt;bicchiere. La poetica di Carmelo Bene&lt;/i&gt; (Icaro, 2007), un volume assai pregiato per contenuti e fattura editoriale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Sul teatro di Bene molto è stato scritto ad opera di insigni studiosi italiani e francesi; non altrettanto può dirsi della sua poetica, mai doviziosamente esplorata nella sua intierezza (logico-analogica, sincronico-diacronica), ove s’eccettui la pletora d’interventi sul “grumo teorico densissimo” della &lt;i&gt;phonè&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;La mosca nel&lt;/i&gt; &lt;i&gt;bicchiere&lt;/i&gt; è, per l’appunto, un’analisi complessiva del &lt;i&gt;pensiero&lt;/i&gt; beniano, dagli esordi romani sino alla &lt;i&gt;Macchina Attoriale&lt;/i&gt;, epilogo quasi totemico della &lt;i&gt;phonè,&lt;/i&gt; ultimo atto d’uno sviluppo teoretico assai articolato del quale di Lauro esamina snodi consequenziali e aporie con una sensibilità e una misura che gli derivano da una profonda onestà intellettuale; un’onestà mai scalfita dall’indiscutibile ammirazione che pure trapela per il suo oggetto di studio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;La poetica beniana, è notorio, ridonda di citazioni intertestuali come pure di “&lt;i&gt;divertissements&lt;/i&gt; irritanti e beffardi”. Il rischio fondato, in uno studio &lt;i&gt;sui generis&lt;/i&gt;, è di “mutuare le maschere linguistiche del genio”, piuttosto che d’assecondare taluni inganni imputabili all’indole asistematica e &lt;i&gt;naturaliter&lt;/i&gt; istrionica del Salentino. L’autore schiva questo rischio, informandoci, con un’arguta epigrafe in &lt;i&gt;ouverture&lt;/i&gt; (cita da un “distico a pennarello su panchina veronese”), che “le parole c’erano già tutte / dovevi solo leggerle nell’ordine giusto”; con ciò già dichiarando il criterio di base che informa lo studio, quello della citazione diretta, o della giustapposizione di citazioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;La mosca nel bicchiere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt; “si prefigge, per quanto la materia lo consenta, d’essere chiarificatore e in qualche modo ‘divulgativo’; ovvero […] si prefigge di rilevare le ‘fonti’ del suo pensiero [di Carmelo Bene] al fine di meglio comprenderne l’evoluzione e di sbrogliarne le tortuosità costitutive.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Di questi tempi, in verità, la parola “divulgativo” può prestare il fianco a non pochi malintesi. Ma appare immediatamente chiaro che la &lt;i&gt;divulgazione&lt;/i&gt; a cui allude l’autore è ben lungi dall’intendersi quale &lt;i&gt;semplificazione&lt;/i&gt;, e bensì contenga una verisimile allusione alla &lt;i&gt;vulgata&lt;/i&gt;, ovvero alla traduzione “più fedele” delle Scritture, più fedele perché più aderente alle fonti. Nella fattispecie, le “fonti” sono duplici: le parole dello stesso Bene e una vasta porzione della cultura letteraria e filosofica contemporanea (romanticismo, decadentismo, irrazionalismo e strutturalismo; scontato il filo conduttore della teologia negativa e della mistica speculativa), a cui il Salentino fa assiduamente riferimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;L’analisi, tuttavia, non resta su un piano di mera neutralità; essa si spinge a ipotizzare, col suffragio d’un’ampia collazione di citazioni, l’ipotesi dello strutturalismo come “orizzonte teorico più idoneo a ‘comprendere’ tanto i postulati che i paradossi della sua poetica.” La tesi, certamente inedita nel pur vasto ventaglio esegetico fiorito intorno all’opera beniana, appare felice e persuasiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Tra i quattro capitoli tematici che compongono il lavoro (su &lt;i&gt;Adelchi&lt;/i&gt;, sulle fonti filosofiche, sulle fonti letterarie e sulla teatrica) si crea un fitto ordito di rimandi intertestuali: può così accadere d’intercettare il &lt;i&gt;com-motus&lt;/i&gt;, la segreta vibrazione che scavalca d’un balzo la Storia e avvia un dialogo sincronico tra Adelchi e Lévi-Strauss, tra Manzoni e Lacan, tra l’urtante inverecondia beniana e i mistici afflati di Meister Eckhart, solo per citare alcune delle numerose corrispondenze. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Senza tema d’allocarsi fuori dal coro, come egli stesso dichiara, e tuttavia senza smarrire la debita umiltà scientifica (il &lt;i&gt;monstrum&lt;/i&gt; Bene prestandosi per naturale disposizione ad approvazioni o dissensi risoluti; donde, come già si diceva, il rischio di generare un commentario apologetico o sinistramente speculativo), l’autore dipana il suo discorso con un’encomiabile probità interpretativa che mai rifugge dall’accurata argomentazione, e che non lesina utili inquadramenti atti ad agevolarne la fruizione. Un’idea di chiarezza tutt’altro che populistica, quella di di Lauro, che contribuisce, con discrezione e risolutezza, a spianare una via alternativa alla comunicazione della materia culturale, benché (o forse mercé) egli si consideri un &lt;i&gt;outsider&lt;/i&gt;, un “cane sciolto”, come ama definirsi. Una visita al suo sito (&lt;a href="http://www.stefanodilauro.net/"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;www.stefanodilauro.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), invero accattivante, provvede i suoi lettori di interessanti ragguagli sulla poetica di questo ex teatrante, compositore, videomaker, drammaturgo, da poco “convertito alla scrittura per scongiurare i ricorsi dello scontento”. Il suo esordio editoriale risale allo scorso anno con un’insolita opera narrativa, &lt;i&gt;ÒperÉ&lt;/i&gt;. È ben possibile che &lt;i&gt;La mosca nel bicchiere&lt;/i&gt;, resti un &lt;i&gt;unicum&lt;/i&gt;, un’incursione isolata nella saggistica, e che rappresenti, come si intende dal libro, una casuale (“ma il caso non esiste”, ci avverte l’autore) occasione di riconoscenza per i suoi Maestri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;ANNALI XLIX,2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-5968152383212941191?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/5968152383212941191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=5968152383212941191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5968152383212941191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5968152383212941191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/05/la-mosca-nel-bicchiere.html' title='La mosca nel bicchiere'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-5954635675197737276</id><published>2008-05-11T12:10:00.003+02:00</published><updated>2008-05-11T12:14:22.416+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vito Antonio Conte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dino Campana'/><title type='text'>Del poeta, sempre, fanciullo!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SCbGol8sWjI/AAAAAAAAArw/jqh0c5FVgIE/s1600-h/dino-campana1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SCbGol8sWjI/AAAAAAAAArw/jqh0c5FVgIE/s400/dino-campana1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199061220529560114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;di Vito Antonio Conte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Convivo con la follia: la mia. Campana mi fa compagnia. I &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Canti Orfici&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; erano tempo fa. Oggi è &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Io poeta notturno&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Si tratta di una raccolta di missive inedite di Dino Campana, pubblicate nella collana &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;ocra gialla&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; delle Edizioni Via del Vento. Qualche anno fa, su Musicaos, ho scritto delle diverse collane (oltre a quella già citata, ne conosco altre due: &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;acquamarina&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; e &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;iquadernidiviadelvento&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;) di questo editore toscano (con sede in Pistoia) e delle peculiarità e preziosità di questi libricini (di testi inediti nel formato 16 x 12), “usando” &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Sono fluito&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; di Fernando Pessoa. Adesso faccio il contrario: il pretesto è il cenno all’editore per dirvi di Campana. Come posso. Come voglio. Non vi dirò della sua biografia: di Marradi, nell’Appennino tosco-emiliano, e di sua madre, Fanny, donna compulsiva, che trascurò Dino (quando nacque il secondo figlio, Manlio) al punto che l’assenza di affetto e le brusche reazioni materne segnarono l’inizio del male che contribuì alla fine del poeta in quel di Castel Pulci. Non vi dirò del suo divino cenciare errabondo reale e fantastico per luoghi che, invece di essere terre possibili, spesso, acuirono il suo disagio esistenziale (di Dino, che del nomadismo aveva pregna l’anima, sì da avere dell’esistenza una concezione anarchica e avventurosa). Nè vi dirò delle definizioni che, di volta in volta, critici invidiosi e letterati gelosi, sempre e comunque tardivamente, catalogarono la sua scrittura come frutto di un poeta visionario, allucinato, pazzo, orfico, vagabondo, mediterraneo. Nella migliore delle ipotesi. Invero, più spesso, Campana venne osteggiato, emarginato, deriso, escluso, ignorato. Nel mentre cercava unicamente di affermare il suo diritto di esistere. Neppure vi dirò di Boine, Novaro, Cecchi, Serra, Soffici e Papini (ed altri del suo tempo). Gli ultimi due, com’è noto, smarrirono il manoscritto dei Canti Orfici (originariamente titolato &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Il più lungo giorno&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;) che Campana consegnò loro, nel dicembre 1913. Dello smarrimento Campana non riuscì mai a farsene una ragione. Sfidò Ardengo Soffici a duello. Minacciò di morte Giovanni Papini (memorabile una lettera del poeta a Papini datata 23.1.1916: “&lt;i style=""&gt;Se dentro una settimana non avrò ricevuto il manoscritto e le altre carte che vi consegnai tre anni sono verrò a Firenze con un buon coltello e mi farò giustizia dovunque vi troverò&lt;/i&gt;”). Dopo averla faticosamente riscritta, pubblicò la raccolta, a proprie spese (si dice che fu organizzata –dal concittadino Luigi Bandini- una colletta tra ottanta persone, ma che alla fine soltanto la metà aderirono concretamente), nel 1914 presso il tipografo Bruno Ravagli di Marradi e ne vendette personalmente le copie in ogni modo. Il manoscritto fu ritrovato tra le carte di Soffici nel 1971 dalla figlia Valeria e, successivamente (nel 1973), pubblicato in due volumi dall’editore Vallecchi (cui, ironia della sorte, più di mezzo secolo prima, Campana aveva chiesto –invano- di pubblicarlo). Non vi dirò degli Autori che amava: Poe, Nietzsche, Whitman, Rimbaud, Verlaine, Eschilo… e Sbarbaro. E, ancora, non vi dirò della sua storia con Sibilla Aleramo (Rina Faccio) o di quella di Sibilla Aleramo con Dino Campana (…) e, credetemi, vorrei: è stato il rapporto amoroso e sessuale non solo più turbolento della letteratura italiana, ma anche densissimo di incroci, deviazioni, deragliamenti, curve e strade vietate da far invidia alla più grande metropoli conosciuta. Quando ho aggettivato il rapporto tra i due amoroso e sessuale, la disgiuntiva era voluta: sull’amore dell’Aleramo è stato detto di tutto e di più, ma è sufficiente leggere il carteggio tra l’Aleramo e Campana, pubblicato negli anni sessanta, per comprendere quanto quell’amore è stato incontenibile e devastante. Sulle prestazioni sessuali di Campana si dice fosse instancabile e pretendesse dall’Aleramo più di quanto (e, sicuramente, era molto) la stessa potesse. E, poi, sulla virilità del poeta, circolano diverse leggende metropolitane secondo le quali, nei periodi di internamento in manicomio, Campana si masturbava fino a quindici volte al giorno!?! Ma questo non lo dico. Invece, oltre l’essere debole e nevrotico, oltre le illusioni del crepuscolarismo e del futurismo, oltre ogni altra vana speranza di letteratura nuova, segnate dal sangue di Campana, dirò della sua avversione per lo studio e l’uso della metrica, del suo sentirsi il depositario dei segreti del mondo, del suo modo di disvelarli con i versi e del suo dolore per la miopia d’intorno, della sua rabbia per la cecità artata che lo costringeva a elemosinare la vita. E, dopo la riscoperta del 1968 ad opera del Falqui (noto il suo Saggio Campaniano su Novecento Letterario), desta senso sentirlo ancora definire poeta melodico e visivo, musicale e cromatico. O, nella più alta delle etichette, caposcuola della poesia moderna. C’è che la poesia di Dino Campana non è circoscrivibile nell’alveo di un movimento piuttosto che in un altro; non è classificabile secondo canoni ordinari; sfugge a qualsivoglia genere di definizione: perché è unica, com’è unico Dino Campana! E tanto emerge anche dalle missive raccolte in &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Io Poeta Notturno&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: mi piace ricordarne qualche passaggio: “&lt;i style=""&gt;Io sono un povero diavolo che scrive come sente: Lei forse vorrà ascoltare. Io sono quel tipo che le fu presentato dal signor Soffici all’esposizione futurista come uno spostato, un tale che a tratti scrive delle cose buone. Scrivo novelle poetiche e poesie; nessuno mi vuole stampare e io ho bisogno di essere stampato: per provarmi che esisto, per scrivere ancora ho bisogno di essere stampato. Aggiungo che io merito di essere stampato perché io sento che quel poco di poesia che so fare ha una purità di accento che è oggi poco comune da noi. Non sono ambizioso ma penso che dopo essere stato sbattuto per il mondo, dopo essermi fatto lacerare dalla vita, la mia parola che nonostante sale ha il diritto di essere ascoltata&lt;/i&gt;.” (da lettera a Prezzolini datata 6.1.1914). Da queste righe emerge tutta la fragilità e disperazione dell’uomo Campana e, ad un tempo, tutta la consapevolezza della potenza del suo essere poeta e, mi piace evidenziarlo, l’uso del verbo &lt;b style=""&gt;stampare&lt;/b&gt; in luogo dell’attuale &lt;b style=""&gt;pubblicare&lt;/b&gt;… Concetto che ritorna nella lettera a Emilio Cecchi, datata 2.5.1916, nella quale Campana denuncia: “&lt;i style=""&gt;immaginerà con quanto schifo sono obbligato a ricorrere a questi miserabili succhiatori del miglior sangue d’Italia che si chiamano editori. Abbastanza maramaldi ho già conosciuto per non aborrire certe nuove relazioni. Pure nella speranza di un qualche centinaio di lire eccomi qua a pregarla di darmi l’indirizzo di uno di questi cani la cui vigliaccheria assassina del pubblico da l’autorità di rubare senza disonore il sudore di noi saltimbanchi. (…) Non sono un vile e temo che la mia riserva di eroismo sia esaurita. Cardarelli mi scrive: crede in una gaia scienza: lui beato. (…) Confido che lui e altri più di me sapranno amare quel fantasma soleggiato di felicità che credetti intravedere molto tempo fa laggiù sul mediterraneo. Non creda che io lavori sul serio. Che cosa potrei fare. Il popolo è assente, la coscienza perduta e per diventare mistico non sono abbastanza vile&lt;/i&gt;. (…)”. Campana è fortemente deluso e incazzato per le sorti sue, della sua poesia e della poesia del suo tempo, ma continua a dire, con violenza, la sua condizione e le negazioni in cui si imbatte per affermare il diritto di vivere (seppur, anche) quella condizione. Fino allo stremo. Così andrà avanti. Fino alla dichiarazione ufficiale di essere pazzo della primavera del 1918 e a quella sorta di rassegnazione serena che si rinviene in una delle sue ultime lettere, quella scritta l’11.4.1930 a Bino Binazzi, nella quale, tra l’altro, dice: “&lt;i style=""&gt;Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili&lt;/i&gt;…”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;Chi non la conoscesse ancora la legga. È immortale. E Via del Vento è meritoria perché la fa circolare in quel formato (peraltro) di facile accessibilità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 4.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-5954635675197737276?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/5954635675197737276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=5954635675197737276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5954635675197737276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5954635675197737276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/05/del-poeta-sempre-fanciullo.html' title='Del poeta, sempre, fanciullo!'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SCbGol8sWjI/AAAAAAAAArw/jqh0c5FVgIE/s72-c/dino-campana1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-6446153875385357836</id><published>2008-05-03T12:13:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T12:17:09.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Marino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danio Manfredini'/><title type='text'>Lo spettacolo? Non serve!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SBw7mi6k4NI/AAAAAAAAArg/ObhRlZfzBNI/s1600-h/danio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SBw7mi6k4NI/AAAAAAAAArg/ObhRlZfzBNI/s400/danio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196093603472269522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Vale/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-30.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Vale/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-31.jpg" alt="" /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Considerazione a margine della visione de&lt;br /&gt;“Il sacro segno dei mostri” di Danio Manfredini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola del teatro, è parola ferma, netta. Unica: ciò che è detto, è detto!&lt;br /&gt;Nell’ “infilata” si scrive il senso, frase dopo frase lo si chiarifica. Si dispiega la necessità.&lt;br /&gt;Se tutto nasce da un’interrogazione, una volta giunti sulle “tavole”, si costruisce la risposta, la verità. Quella degli attori col loro agire e quella “ideologica” del testo.&lt;br /&gt;Una sola interrogazione, un solo dubbio, è destinato al pubblico ne “Il sacro segno dei mostri”, la domanda, che con grande peso viene posta sul finire: “ a cosa serve fare gli spettacoli?”. La risposta, subito dopo, in scena è: “a niente!”.&lt;br /&gt;Un’interrogazione da epilogo! Epitaffio per un mondo che sembra vivere solo di questo. Sedotto, compromesso, simbiotico, esso stesso solo spettacolo.&lt;br /&gt;Rappresentarsi è il dettato.&lt;br /&gt;Rimbomba quel punto di domanda, t’insegue, torna a sipario chiuso. Un leggero velatino, scende come una palpebra, si ri-chiude su una vicenda densamente autobiografica popolata dalla follia con tutti i suoi climi psichiatrici. Dalla “pax” di una ilarità sontuosamente sboccata, al deliro del tutto in malora, delle urla, del pianto, del “non ne posso più”.&lt;br /&gt;Ma qual è il senso di quel chiedersi? Detto da dove è detto, lanciato da un palcoscenico? E’ il teatro che chiede, solo, sperduto col suo “denudamento”. A cosa serve lo spettacolo se non c’è condivisione, amore, comprensione?&lt;br /&gt;La scena che Danio Manfredini costruisce è chiara: un interno con molte aperture di luce. Il giorno, con le sue temperature mostra la sala di una comunità psichiatrica. Ogni apertura porta dentro un anima. Una “anima tragica” che viene al cospetto a dire il suo male, inascoltata.&lt;br /&gt;“Ho bisogno di protezione” dice una.&lt;br /&gt;Tutti noi abbiamo bisogno di protezione. La follia è condizione comune. Tutto appare nel suo limite. Solo li, dove la follia è manifesta, nominata, domata: “E’ tutto un pompaggio e poi esci di cotenna”. Soli li, trovi il sublime, s’invera la purezza drammatica del dolore.&lt;br /&gt;L’ “operatore” è l’ogetto d’amore, il mediatore, il neutro servitore che accudisce, prepara, accoglie. C’è lui tra il dentro e il fuori. Presente, nell’impossibilità, senza alcun potere se non quello del dono creativo. Sul limine della medicalizzazione.&lt;br /&gt;C’è uno che dice, chiamando al telefono: “Pronto Vaticano? Ho una certa urgenza di parlare con il Papa!”. Ma il Papa non c’è, non risponde. Non parla il potere, non corrisponde! Parla lui soltanto, fa il dettato delle regole, del si può e il non si può. Il resto è “la famiglia umana”.&lt;br /&gt;“Germogliavamo” dice qualcuno in scena ma “siamo come dei fiori spenti”.&lt;br /&gt;“Ho amore e speranza” è che “manco di carità, è un pianto, un pianto”. Ecco, manchiamo di carità, di com-passione.&lt;br /&gt;Questo è tutto. Tutto qui! Lo spettacolo non serve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Marino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-6446153875385357836?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/6446153875385357836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=6446153875385357836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/6446153875385357836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/6446153875385357836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/05/lo-spettacolo-non-serve.html' title='Lo spettacolo? Non serve!'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SBw7mi6k4NI/AAAAAAAAArg/ObhRlZfzBNI/s72-c/danio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-5255826401649122584</id><published>2008-04-11T09:29:00.006+02:00</published><updated>2008-05-03T12:13:08.549+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Marino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pippo Delbono'/><title type='text'>Il teatro della verità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_8T1k9hxHI/AAAAAAAAAqc/zBrSdyi4i3Y/s1600-h/PippoDelbononasoL.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_8T1k9hxHI/AAAAAAAAAqc/zBrSdyi4i3Y/s400/PippoDelbononasoL.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187887106929837170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-style: italic; text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abbiamo visto “Questo buio feroce” ultima opera di Pippo Delbono&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="font-style: italic; text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nome è una danza essenziale che accoglie il suono, lo traduce. Atto del respiro. Il nome è ciò che noi siamo, nella danza della vita!&lt;br /&gt;C’è un teatro di verità, dove gli attori portano la grazia di se stessi. Soltanto se stessi, nell’estrema cura e finitura della scena. Questo ha dimostrato l’“eccezionale esclusiva regionale” di “Questo buio feroce” ultima opera di Pippo Delbono, portata in scena lo scorso martedì 8 al Teatro Politeama Greco.              Tutto è bianco. Anche il pavimento. Una voce dal fuori della scena racconta il pretesto di un piccolo libro trovato per caso e, il viaggio comincia.  La morte è la meta. Comprenderla, accoglierla.   Custodirla anche! Che è luce. Pura luce!  Tutto bianco, asettico. Tutto bianco, come un attesa. Due ‘servi’ anche loro in bianco accolgono, accudiscono, protetti da maschere, guanti, scarpe di gomma: sono altro, loro, distanti, non umani. Siamo in un passaggio. In fondo, si apre il sipario e sfonda nell’ingoio del nero. E’ lì la fine? Non lo sappiamo, c’è un andare e venire. Non c’è fine allora, c’è la molteplicità dei numeri. I tanti noi che ripetono la Storia. Quella piccola che scrive quella grande. Levità e tragicità insieme, sontuosità e perdimento, insieme.  Una Butterfly in rosso ha le gambe mozzate siede in carrozzina. Un uomo magro mostra il suo corpo, si muove piano, ogni cosa ed ognuno è estremamente attento.  Lei mostra il suo respirare, soltanto quello, lui, con sorprendente voce e grazia recita e canta “My way”. Non c’è nudità, non c’è ostentazione è il pudore che muove ogni cosa.  Con il silenzio che accoglie il venire delle “figure” dove trovi la corporarietà di Caravaggio, di Frida Kahlo, di Francis Bacon, di George Grosz. La macchina scenica serve piccoli oggetti il resto lo fanno i costumi.   Non travestimenti ma respiri d’uomini e di donne e con loro epoche, comportamenti, abbissi. Ogni cosa è attenta, attenta, attenta. Calibrata in una disarmante naturalità.  Son proprio quello, non fingono. Semplicemente sono lì.  E un respiro, siamo noi, nello strazio del “non”, nelle stanze bianche della mente, dei sogni dove aspettiamo la “stanza della risonanza”.  Il teatro ci fa guardare dove non vogliamo guardare.  Il nome! Qual è il nome di ognuno di noi?! Il nome è una danza essenziale che accoglie il suono, lo traduce. Atto del respiro. Il nome è ciò che noi siamo, nella danza della vita!  La nostra terra “è una specie di orrore”. “Pietà per la debolezza”, “per chi è sapientemente ridicolizzato, abbandonato”. Tutto scompare guardate. Guardate! Guardatelo! Guardatemi! Tutto scompare. Non siete ancora stanchi degli “intrattenimenti gradevoli”? Non siete ancora stanchi di voi stessi, della parola, della poesia, della preghiera”? E’ tutto buio, “un buio sconosciuto, dove non puoi entrare come te stesso” è il nostro Mondo. “L’identità” è “un gioco”. Un gioco e ogni giorno guardiamo la morte, e la morte guarda noi.  Due arlecchini, portano pace e curiosità, sguardi. Pace non ce n’è mai stata! Il dopo della morte è la pace! “Mi sento invadere, e la pace è tutto intorno a me”! Delbono danza, danza, danza, il suo respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Marino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:24;color:gray;"   &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-5255826401649122584?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/5255826401649122584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=5255826401649122584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5255826401649122584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5255826401649122584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/04/il-teatro-della-verit.html' title='Il teatro della verità'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_8T1k9hxHI/AAAAAAAAAqc/zBrSdyi4i3Y/s72-c/PippoDelbononasoL.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-7034444231094527529</id><published>2008-04-04T07:53:00.005+02:00</published><updated>2008-07-15T11:59:43.898+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='da Antonio Sagredo'/><title type='text'>A Carmelo Bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_XC_AKkPcI/AAAAAAAAApk/ySJScCBXMZo/s1600-h/tramontulu1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_XC_AKkPcI/AAAAAAAAApk/ySJScCBXMZo/s320/tramontulu1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185264933618859458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 324pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;A Carmelo Bene, in punto di  morte,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 324pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;ore 21,09 del 16 marzo  2002&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 324pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 324pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 324pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Mi nutrirono di lagrime i nitriti dopo il  crepuscolo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;quando l’Immortalità si fermo alla stazione del  Nulla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;nella notte che una maschera e la gloria uscirono di  senno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;si mutò in rantolo di carne, come il Verbo, il tuo  sguardo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Fu l’abbecedario di una malattia  moresca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;a tradurre la lucciola libertina in notte  eretica,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;i nerastri cantici dei tuoi occhi in raccapricci di  cera,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;il pianto equino di una bambino nella  cripta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Smoccola il cielo, ossa!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Ti sei bardato della Grazia del  vischio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;come pelle di Magenta è la tua  Voce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La gorgiera del tempo si  sfarina…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Nei padiglioni il tuo furore tracima  cenere,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;come se la morte fosse  altrove…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;dove i dèmoni hanno smarrito  l’anima!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;dove gli dei hanno ceduto il  corpo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                                                                 &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antonio Sagredo&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Vermicino,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;19  marzo 2002&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                         &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;&lt;strong&gt;con un  gelato di corvi in mano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;                                                                                                                                 &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;vittorio bodini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;regressione  salentina&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;Con un gelato  &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di corvi in mano &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;torchiavo con le dita il grumo dolciastro di un  mosto,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;sul capo mi ronzava una corona di gerani  spennacchiati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Crollavano lagrime di cartapesta dai  balconi-cipolle, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;giù, come vischiosi  incensi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Il barocco asfittico e piombato come una bara si  spandeva&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;per la città, falsa e cortese, come un carro  funebre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Nella calura la nera lingua colava gelida  pece!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Schioccavano i nastri viola un grecoro di  squillanti:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;EHI! EHI!&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;come un applauso  spagnolo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Ma dai padiglioni tracimava il tuo pus epatico,  bavoso…&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                              &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;risonava un&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;verde rossastro strisciante di ramarro, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;le bende, come banderuole scosse dal favonio,  tra quei letti infetti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;e brillava, l’afa!&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                               &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 225pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Scampanava al capezzale delle mie  &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style=""&gt;Legioni &lt;/i&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;quel&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;verbo &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;scellerato, che in esilio,  invano, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;affossò il Canto!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;Ma noi brindavamo - io, tu e l'attore - con un nero primitivo,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;i calici svuotati come dopo ogni resurezione,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;perchè la morete fosse onorata dal suo delirio!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Antonio Sagredo&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm -389.7pt 0pt 0cm; text-indent: 333pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: right;"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Vermicino,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;11  marzo - 4 Aprile  2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-7034444231094527529?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/7034444231094527529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=7034444231094527529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/7034444231094527529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/7034444231094527529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/04/carmelo-bene.html' title='A Carmelo Bene'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R_XC_AKkPcI/AAAAAAAAApk/ySJScCBXMZo/s72-c/tramontulu1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-1163663478471419601</id><published>2008-03-09T20:27:00.003+01:00</published><updated>2008-03-09T20:43:40.241+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Da La mosca nel bicchiere'/><title type='text'>Adelchi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adelchi&lt;br /&gt;o della volgarità della struttura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il buon senso c’era; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                              Alessandro Manzoni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Adelchi è occasione per CB d’un concerto per voce, orchestra e coro, in occasione del bicentenario della nascita di Alessandro Manzoni (Milano, Teatro Lirico, 1984), e d’una pubblicazione scritta con Giuseppe di Leva, anche co-autore dell’adattamento teatrale.&lt;br /&gt;Con questo “pamphlet, saggio, racconto, delirio”, gli autori forniscono un’inedita interpretazione del testo manzoniano, non priva di divagazioni e piacevoli forzature. L’esegesi, come recita il sottotitolo, tende a rendere manifesta la “volgarità del politico”: “politico” come aggettivo, ma anche come sostantivo. La prassi politica, non meno dei soggetti che la esercitano, sarebbero dunque volgari. Volgarità sta per cretinismo, idealismo, e per quant’altro impedisca al politico di agire in modo sensato. Volgare è l’incapacità di rendere la politica quel che dovrebbe essere: l’arte del possibile. Volgare è l’inettitudine che impedisce di prevedere una catastrofe, o di riconoscerne una già in progress, poiché è nota “la luminosa capacità della ‘politica’ di premere l’acceleratore in vista del pericolo”&lt;br /&gt;(pg.25)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:180%;" &gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;Tutta la storia è storia della fonè.&lt;br /&gt;Si dà rappresentazione solo nella pagina scritta; la storia redatta, che non è più quella storia.&lt;br /&gt;Ogni storia redatta è immaginaria. Puoi rivisitarla unicamente attraverso il linguaggio. (Ri)viverla ‘originalmente’ quale messa in crisi del linguaggio. Attendibilità dei fatti (nel tuo produrti) è il tuo stile. E la mortificazione del tuo stile. Perciò ‘attendibile’ è solo il romanzo storico. O il ‘discorso’ su certa storia. Alessandro Manzoni è un maestro di Storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;La dipartita di Adelchi non è pacifica, è solo pacificata. Al cospetto della morte egli accantona ogni risentimento per affidarsi completamente alla speranza cristiana. E a un passo dalla pace, può permettersi di compendiare nel “non resta che far torto o patirlo” il senso della vicenda umana, pago di lasciar suo padre vinto e spodestato, “in fra gli oppressi”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Nel “far torto o patirlo”, l’autore - è chiaro - si benda un occhio, quasi a restituire una porticina d’Adelchi alla drammatica “attendibilità” della lettura. Chi come lui ha osservato la “Morale Cattolica”, ha congenito il concetto dell’agire-patire nel “far torto è patirlo”. E la benevola condiscendenza di quell’o alternativo è semplicemente la “ignoranza” di che l’autore si fa carico, per venirci incontro, ammainando il cielo della sua veggenza in cambio dell’attenzione nostra. È la tragedia un bel compromesso. L’abbandono ch’è nell’Adelchi: questo eccesso che nel respiro profondo dei Promessi è assente.23 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;A sottolineare il valore paradigmatico della “impraticabilità del possibile”, gli autori chiamano in causa un’altra vittima eccellente dell’incomprensione politica, un altro uomo del Compromesso con la c maiuscola: Aldo Moro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;E qui ripiove negli occhi la sequenza del funerale di stato d’Aldo Moro, in San Giovanni a Roma. […] Paolo VI, visibilmente commosso, patteggiava con Dio: “Tu che non hai voluto esaudire le nostre suppliche…” Quel pontefice piangeva il suo amico imbavagliato dal silenzio sempiterno ai suoi piedi, e il tono amaro, troppo umano e benevolo, sì, quel suo umile e strano “rimprovero” alla intransigenza “ingiustamente” severa di Colui “che atterra e suscita”; il tono, dico, trascolorava nel disappunto e nella indignazione malcelata e terribile per tanta Realpolitik al suo fianco innocente: laida (laica), sorda e muta, inconfessa e rea.24 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Anche qui, il Compromesso come “eccesso centrale” si configura come l’unica soluzione assennata, ma patisce l’incomprensione delle “ideologie illuse degli estremi”, nonché l’intransigenza delle conventicole tolemaiche.25 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Tu l’hai visto, o Signore: nello Stato delle stragi (di Stato), abbiamo sempre chiuso tutti gli occhi sui mutamenti febbricitanti dei riformisti e profferito il perdono di prammatica sulla volgarità dei “rivoluzionari” che continuano a ritenere “estrema” la propria tutta delirante smania d’attentare a uno stato per riconfermarlo Stato, “altro” solo nel gioco derisorio dei (ris)volti.26 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;E se persino la rivoluzione (ogni rivoluzione, come si desume dalla generalità della proposizione, prima inter pares quella che il Bene cantore di Majakovskij conosceva per segno27) è una falsa alternativa, niente più che la variazione anagrafica del nomen domini; ovvero, per dirla col Klossowski di Sade mon prochain, è un processo il cui solo risultato è l’assunzione da parte degli Schiavi delle prerogative dei Padroni; ebbene: la responsabilità dell’invivibilità della Storia smargina fatalmente dal “politico” al sociale, come s’è visto, e infine deborda in un’impossibilità strutturale, del resto già annunciata sin nell’ouverture del libro: tutta la storia è storia della fonè.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(pg. 35/34)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;citazione da: C. Bene, G. Di Leva, L’Adelchi o della volgarità del politico, Longanesi, Milano 1984&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-1163663478471419601?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/1163663478471419601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=1163663478471419601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/1163663478471419601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/1163663478471419601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/03/adelchi.html' title='Adelchi'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-5321740881664389244</id><published>2008-02-23T19:32:00.001+01:00</published><updated>2008-02-23T19:34:26.162+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Claudio Longo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valentina Sansò'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie'/><title type='text'>Carmelo a specchio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R8Bm_GKj6EI/AAAAAAAAAnk/9FyhtRaB26U/s1600-h/bene-specchio.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R8Bm_GKj6EI/AAAAAAAAAnk/9FyhtRaB26U/s400/bene-specchio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170245606394030146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-5321740881664389244?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/5321740881664389244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=5321740881664389244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5321740881664389244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/5321740881664389244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/02/carmelo-specchio.html' title='Carmelo a specchio'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R8Bm_GKj6EI/AAAAAAAAAnk/9FyhtRaB26U/s72-c/bene-specchio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-9028055350174070051</id><published>2008-02-04T15:34:00.001+01:00</published><updated>2008-02-04T15:35:57.778+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie'/><title type='text'>Carmelo!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6cipp2c_BI/AAAAAAAAAkM/fGOykT-YaxI/s1600-h/CARMELO-BENE...JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6cipp2c_BI/AAAAAAAAAkM/fGOykT-YaxI/s400/CARMELO-BENE...JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163133596807789586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-9028055350174070051?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/9028055350174070051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=9028055350174070051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/9028055350174070051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/9028055350174070051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/02/carmelo.html' title='Carmelo!'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6cipp2c_BI/AAAAAAAAAkM/fGOykT-YaxI/s72-c/CARMELO-BENE...JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-6104586109021586188</id><published>2008-01-31T19:59:00.000+01:00</published><updated>2008-01-31T20:08:12.582+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piero De Marchis'/><title type='text'>Davanti ad uno specchio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6Ib8J2c-9I/AAAAAAAAAjs/ljqiX-Bf2ng/s1600-h/Carmelo+Bene.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6Ib8J2c-9I/AAAAAAAAAjs/ljqiX-Bf2ng/s400/Carmelo+Bene.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161718843170421714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto di Piero De Marchis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino 1979&lt;br /&gt;Carmelo Bene, durante una conferenza stampa all'Hotel Sitea,&lt;br /&gt;davanti ad uno specchio con l'immancabile sigaretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da http://www.flickr.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-6104586109021586188?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/6104586109021586188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=6104586109021586188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/6104586109021586188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/6104586109021586188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2008/01/davanti-ad-uno-specchio.html' title='Davanti ad uno specchio'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R6Ib8J2c-9I/AAAAAAAAAjs/ljqiX-Bf2ng/s72-c/Carmelo+Bene.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-4566448665225506400</id><published>2007-12-27T16:30:00.000+01:00</published><updated>2007-12-27T19:36:32.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antonella Gaeta'/><title type='text'>è un hapax</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 162.75pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonella Gaeta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Più che in un ripensamento di Bene, Di Lauro nella “Mosca nel bicchiere” accompagna il lettore in un percorso che non è di pochi mesi ma di anni. Perchè lo scrittore ma anche il valente drammaturgo Di Lauro (prima della personale contestazione e successivo rifiuto di fare teatro) è, prima di tutto un cultore appassionato del genio Bene e dei suoi talenti. Tanto da scrivere, senza timor di smentita che “Carmelo Bene è forse la figura più elitaria che il teatro abbia mai conosciuto, istrionico, avvincente, egotico, provocatorio, spesso inutilmente macchinoso, ma nondimeno onesto e coerente nella sua condotta artistica”. Atto d'amore e atto necessario questo studio che è, al contempo un piacevolissimo e utile passaggio non solo nel complesso farsi dell'intellettuale-artista di Campi salentina ma anche nel mondo dei suoi sodali Lacan, Foucault, Klossowski, Deleuze e dei suoi dichiarati padri Nieztche, Kierkegaard, Stirner, Manzoni, Leopardi, Marlowe, Shakespeare. Ma anche nelle fonti dominanti, dal decadentismo allo strutturalismo. Arricchisce il testo una condivisibile interpretazione del suo controverso rapporto con la malattia, con il teatro, con la televisione, con il contemporaneo Pasolini e il conterraneo Bodini. Una parte molto ben curata - in una generale danza della scrittura che se sguinzagliata salterebbe argutamente assai vicino a quella beniana- è quella relativa al rapporto di Bene con la religione e con il femminile, occasione ancora per riavvitare i numerosi gangli del pensiero beniano, sostanzialmente incasellabile se non in piena e totale adesione. Fino al culmine dello studio, l'evocazione di Antonin Artaud che Roland Barthes definisce un hapax, elemento che ricorre una sola volta in un testo, in filologia. Ecco, a buon diritto, Carmelo Bene (complice il nuovo svelamento ordito sapientemente da Di Lauro) è un hapax. Di un rigore così eccentricamente creativo, si sente grande mancanza ogni giorno. E questi sarebbero davvero i tempi giusti per l'illuminato Bene di rifilmare, ad esempio, un Nostra signora dei turchi, nel quale il protagonista cerca di farsi cretino. Quale epoca migliore e prolifica di cretini per riproporre ribaltata la questione?&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 162.75pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Stefano di Lauro, La mosca nel bicchiere- La poetica di Carmelo Bene Icaro editore&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-right: 162.75pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-4566448665225506400?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/4566448665225506400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=4566448665225506400' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4566448665225506400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4566448665225506400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/12/antonella-gaeta_27.html' title='è un hapax'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-3757955092300401144</id><published>2007-12-27T10:34:00.001+01:00</published><updated>2007-12-27T10:35:57.051+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antonella Gaeta'/><title type='text'>Antonella Gaeta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R3Nx1BYUvPI/AAAAAAAAAh8/TIbku66D9FQ/s1600-h/La+Repubblica+per+Di+Lauro.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R3Nx1BYUvPI/AAAAAAAAAh8/TIbku66D9FQ/s400/La+Repubblica+per+Di+Lauro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148583954732072178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-3757955092300401144?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/3757955092300401144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=3757955092300401144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/3757955092300401144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/3757955092300401144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/12/antonella-gaeta.html' title='Antonella Gaeta'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R3Nx1BYUvPI/AAAAAAAAAh8/TIbku66D9FQ/s72-c/La+Repubblica+per+Di+Lauro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-2872688447737247276</id><published>2007-11-30T18:45:00.000+01:00</published><updated>2007-11-30T18:47:37.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Marino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vs CB'/><title type='text'>1 settembre 2003, il compleanno di Carmelo Bene a Roma.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Mauro Marino&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;C’era Roma, Carmelo, il Salento e la Francia. Lunedì 1 settembre, la città di Roma, nel giorno del suo compleanno, ha reso omaggio a Carmelo Bene. La bellissima sala &lt;i&gt;milleduecento&lt;/i&gt; dell’ auditorium Parco della Musica progettato da Renzo Piano ha ospitato l’evento che ha visto nella capitale il debutto della Fondazione l’Immemoriale, presentata nelle sue finalità di divulgazione dell’opera totale di Carmelo Bene, da Piergiorgio Giacchè, ma soprattutto, ha manifestato la necessità, della città del Suo esordio teatrante, di confermare il legame con l’opera del Maestro. Che emozione, sentirsi lì! Salentino, conterraneo del maestro, parte di quella terra che in lui trova la&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;massima qualità espressiva. Quale pregio la sua caratura poetica, il suo pensiero nobile e plebeo insieme, che fa il teatro, palestra di celebrazione dell’opera di un Tempo continuamente tradito e negato nel suo inesorabile fluire. Quella voce nell’assenza del capolavoro attorale, torna a far vibrare le corde del nostro amore e della nostra passione. La serata s’è aperta e s’è chiusa con l’ascolto de L’Infinito di Leopardi. I versi, venivano da un leggio e da un microfono vuoti dell’artefice, strumenti di lavoro nella mancanza, evocativi della sua pratica e della sua dedizione. La presentazione della traduzione a cura di Jean-Paul Manganaro che ha lavorato inseguendo la sonorità delle parole - di Nostra Signora dei Turchi, prima opera scritta del maestro e prima ad essere pubblicata oggi in Francia, ha aperto l’incontro e le parole intorno al lavoro beniano. Silvia Pasello, attrice con lui nel Macbeth Orror Suite ne ha letto alcune parti.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il palazzo moresco di Santa Cesarea, gli scogli, il mare, i teschi dei martiri nella cattedrale, scorrono sul grande schermo e ancora quella appartenenza mai retoricamente portata, viene fuori, forte d’una tessitura che inesorabile dichiara radici in uno spaesamento barocco, anarchico e folgorante. Poi, la visione del Lorenzaccio, &lt;i&gt;tolto di scena&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;da CB nel 1986, quando decide &lt;i&gt;un operare solitario&lt;/i&gt; svincolato dall’impegno di sostenere, motivare e gestire una compagnia&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il drammautopia di De Musset che debutto nel 1896, impossibile da rappresentare, traversato da 39 scene e da cento personaggi, tradizionalmente agito al femminile, è presentato in una versione digitalizzata a cui Carmelo ha direttamente lavorato, ultimo suo impegno in vita, volendo con quest’opera riapparire. Chiara, viene la sua potenza critica, il suo negar alla Storia la vicinanza all’uomo, all’operare per la bellezza. Ascoltando, chiara è venuta l’opportunità che il Salento ha di poter affermare con Carmelo la qualità della sua cultura, necessaria è dunque una concreta responsabilità delle Istituzioni che nella fondazione sono presenti per diritto, di servire umilmente la sua ultima volontà che nell’&lt;i&gt;Immemoriale&lt;/i&gt; contempla la possibilità di rimanere viva ed operante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;E’ necessario sottolineare questo, anche perché a Roma, incomprensibilmente assenti erano la Regione Puglia e il Comune di Otranto. Sola, a rappresentare l’attaccamento al progetto di continuità, affidato da Carmelo Bene alla fondazione, la Provincia di Lecce, rappresentata dall’assessore alla cultura Remigio Morelli.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Non so quali sono i motivi di questa assenza, ma come salentino mi sono sentito offeso e preoccupato. Non si tratta credo di presenzialismo, si tratta di affidare fiducia e strumenti ad un organismo che è in atto per volontà ultima del Maestro. Lo statuto della fondazione coincide con il testamento, un atto politico e trasversale, provocatorio e sollecitante che affida alle persone che vicine e utili,sono state negli ultimi anni di vita, il destino della sua Opera, nel momento in cui necessario è, aprire e promuovere l’incontro e il confronto della cultura italiana ed europea con l’opera di colui che più d’ogni altro con costanza e caparbia a donato al teatro un infinito di lavoro nella ricerca. Un dono alla fine della serata,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;gradito, a rinsaldare memoria, è stato fatto a tutti gli intervenuti: &lt;i style=""&gt;A CB, a Carmelo Bene&lt;/i&gt;, un libro a cura di Gioia Costa che raccoglie immagini, brani di vita, lampi del ricordo, suggestioni e parole nate quando la sua voce si è spenta e che coinvolge gli amici e tutti coloro che con lui hanno scritto, composto, recitato, pensato le scene, le luci, le musiche e l’immagine della sua arte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial Narrow&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p style="font-family: georgia;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Settembre 2003&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-2872688447737247276?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/2872688447737247276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=2872688447737247276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2872688447737247276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2872688447737247276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/1-settembre-2003-il-compleanno-di.html' title='1 settembre 2003, il compleanno di Carmelo Bene a Roma.'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-7297249827489970618</id><published>2007-11-30T18:42:00.000+01:00</published><updated>2007-11-30T18:43:23.908+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Marino'/><title type='text'>Il Teatro e le Nuvole</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: 20pt; font-family: Century;"&gt;Il mestiere dell’attore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-family: Century;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-family: Century;"&gt;per una educazione sentimentale &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;Mestiere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;|&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;esercizio di una attività lavorativa, frutto di esperienza e pratica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;Conoscere il proprio mestiere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;, essere abile e capace di un determinato lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;Non essere del mestiere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Century;"&gt;, mancare di pratica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Century;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;C’è sempre più diffusa attrazione per i &lt;i&gt;mestieri&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;legati allo spettacolo. Propagazione di virus mediatici; suggestioni del ‘successo patinato’ veicolate da format televisivi, ‘provinature’ e casting &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;che disincantano la verità, l’&lt;i&gt;appassionamento&lt;/i&gt;, quel&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;seme, che genera e propaga, quel lento sedimentare fatto di curiosità, di sacrificio e di costanza; di ricerca e di sperimentazione. &lt;i style=""&gt;Provarsi&lt;/i&gt;, per definire il proprio sé, il proprio stile, la propria lingua. &lt;i style=""&gt;Rigore&lt;/i&gt;, strana parola. Parola necessaria che del mestiere è parte, fondamento e recinto del fare, del creare. Parlo di &lt;i&gt;mestiere&lt;/i&gt; perché ritengo che questa sia la condizione dell’attore, del danzatore, del cantante, del creatore d’arte. Mestiere, perché è nella condizione artigiana che si consolida quella conoscenza, quella unicità che da forma ad un interprete. All’artista. Non c’è dunque una ‘professione’ da imparare, ma un percorso formativo a cui aderire, per corrispondere a quell’impulso, a quel desiderio/necessità di donarsi nell’atto creativo, nel tentativo di verificare e di corrispondere al proprio talento, di ‘certificare’ la propria vocazione. Farsi attori, costruire &lt;i&gt;teatro,&lt;/i&gt; è costruire pratiche di attenzione e di ascolto, capaci di valorizzare la vita con le sue urgenze, i danni, le necessità, i valori di bellezza, le ferite e le opportunità. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;La costruzione teatrale accade al presente, nel pieno esserci che, rompe l’assedio del giudizio, del non sentirsi in grado, dell’imbarazzo, della vergogna, della paura.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il &lt;i&gt;teatro&lt;/i&gt; è gioco catartico, leva valorizzante di un processo relazionale capace di intercettare stimoli, frammenti di senso, comportamenti, lingue, che tenuti insieme, danno corpo all’agire, fanno la scena possibile, concretamente vicina alla &lt;i&gt;necessità del dire&lt;/i&gt; che la motiva e la rende credibile, al di là della retorica e della leziosità, al di là di ogni patinatura. Già, &lt;i&gt;il dire!&lt;/i&gt; L’ atto creativo si nutre di incontri, attitudini e vocazioni che scelgono di interagire, di darsi obiettivi e territori. Il &lt;i&gt;teatro&lt;/i&gt; è luogo possibile di una sintesi che accoglie &lt;i style=""&gt;poesia&lt;/i&gt; per comunicare poesia. La parola, scritta e detta, la parola agita, portata al corpo: la poesia&lt;i style=""&gt; - &lt;/i&gt;complessità nell’ approccio col Mondo, visione della vita. Luogo di una comunicazione sensibile e &lt;i&gt;altra&lt;/i&gt;, capace, nel tentativo, di stanare il segreto che &lt;i&gt;l’esperienza della vita&lt;/i&gt; trattiene. E’ dunque necessario, per l’attore, il danzatore, il cantante, per il creatore d’arte un lavoro intorno a quella soglia labile che fa catarsi l’esperienza della parola, la voce sentita, detta, scritta. Il foglio, il corpo, col suo ricordare, col suo farsi magazzino di pratiche, di poetica. Il &lt;i&gt;verso&lt;/i&gt; che è sempre racconto (simbolico, mai astratto) del sentire d’ognuno. La poesia è atto concreto, intimo. E’ soprattutto accorgersi. E’accoglimento del sentire, dell’affermare, dello svelare, prima di tutto a se stessi ciò che risuona col dire, quel carico capace d’alleggerirsi quando riesce a snidarsi e a nascere parola, svelante, vibrante, lirica ed epica, semplice verso che fa conforto, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;sfogo, preghiera e canto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Per questo ritengo necessario un ritorno all’esperienza della pratica teatrale, come azione volta alle singole individualità in una tensione profondamente corale - di gruppo che si mette alla prova, insieme gioca, sperimenta, ricerca, affina il dire, la propria &lt;i style=""&gt;unica&lt;/i&gt; lingua - capace di mettere in gioco corpo e presenza. Sentire sé e la coralità nell’attenzione aperta alla dinamica che la scelta di messa in scena elabora, esserci come corpo agente, essere azione, &lt;i&gt;inoltre&lt;/i&gt; al sentimento del limite. Agire la scena è dimenticanza del sé, depensamento (Carmelo Bene), è puro atto, rito, respiro e sudore. È, soprattutto, disattivare la pretesa di apparire, del mostrarsi belli, senza disagio. È farsi umili, vicini alla propria inquietudine. È comunanza d’esperienza, tecnica necessaria verso lo svezzamento delle personalità, che trovano ruolo vocazionale nel gioco della mettere in scena. Nel gruppo. Che condivide responsabilità e cura nel fare insieme, attenzione e dimenticanza, di un sé pensante e critico che trova abbandono nel suo servire l’intento creativo, l’opera comune, dove l’uno è perché è con l’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-7297249827489970618?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/7297249827489970618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=7297249827489970618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/7297249827489970618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/7297249827489970618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/il-teatro-e-le-nuvole.html' title='Il Teatro e le Nuvole'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-2830936159246432120</id><published>2007-11-30T10:13:00.000+01:00</published><updated>2007-12-01T18:41:18.807+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rossano Astremo'/><title type='text'>di Rossano  Astremo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;La poetica di Carmelo Bene.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una possibile lettura&lt;/span&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Dopo “&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;ÒperÉ”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="stile11"&gt;&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; cioè &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Orfeo per Euridice&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="stile11"&gt;, romanzo, edito da Besa, che attualizza una delle grandi icone leggendarie della mitologia greca, il regista e autore teatrale Stefano di Lauro torna nelle librerie con “La mosca nel bicchiere – La poetica di Carmelo Bene”, libro edito da Icaro. Il lavoro in questione, saggio volto a rintracciare gli elementi di poetica che hanno fatto da substrato teorico al lavoro attoriale del maestro di Campi Salentina, deve la sua idea di fondo e la sua articolazione alla tesi di laurea scritta da di Lauro molti anni fa. A ciò si è aggiunto un necessario lavoro di riscrittura, di riformulazione e di rielaborazione che ha poi portato alla stesura ora pubblicata&lt;/span&gt;. In “La mosca del bicchiere” di Lauro, attraverso una sua scrittura sempre spigolosa, a tratti complessa, mette in rilievo le fonti del pensiero di Carmelo Bene, tramite un’analisi di tutta la sua appendice libraria e, più nello specifico,&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;delle sue scritture teoriche. L’autore suddivide la parabola artistica di Bene in quattro momenti salienti: dagli inizi della carriera al 1968; dal 1968 al 1973 (la fase cinematografica); dal 1973 agli anni ’80 (la grande stagione shakespeareana e non solo, ma anche i “concerti” con voce amplificata e la conseguente ricerca sulla &lt;i&gt;phonè&lt;/i&gt;); 1988-1990 (&lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname productid="la Macchina Attoriale"&gt;&lt;st1:personname productid="la Macchina"&gt;la &lt;i&gt;Macchina&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i&gt; Attoriale&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;). Poco spazio viene concesso all’ultimo periodo della vita di Bene, quello che va dal 1990 sino alla morte, avvenuta il 16 marzo del 2002, considerati “anni di silenzio, malattia, e autoreclusione, punteggiati da riprese, salvo poche novità che tuttavia non aggiungono nulla al sue percorso che può dirsi compiuto con l’&lt;i&gt;Achilleide&lt;/i&gt; (1989 e 1990, ripresa solo un’altra volta nel 2000)”. In questo viaggio per tappe successive tra le fonti della poetica beniana, l’idea forte che a più riprese sottolinea di Lauro è l’assoluto legame con la cultura otto-novecentesca europea. &lt;span style="font-size:+0;"&gt;Ecco quindi la comparsa di riferimenti a Baudelaire, Byron, De Sade, Bataille, Nietzsche, Schoupenhauer, Lautréamont, Leopardi, Kierkegaard, per un saggio che si propone di essere divulgativo, atto primo per entrare in contatto con uno dei più grandi artisti del nostro Novecento, che farà, di certo, come è già successo in altra sede, storcere il naso ai “puristi beniani”, per nulla convinti di questa interpretazione forzata della complessità teorica del Bene pensiero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Articolo pubblicato sul mensile “Salento Express” di novembre&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-2830936159246432120?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/2830936159246432120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=2830936159246432120' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2830936159246432120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/2830936159246432120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/di-rossano-astremo.html' title='di Rossano  Astremo'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-842745741993580296</id><published>2007-11-29T11:27:00.001+01:00</published><updated>2007-12-01T18:40:49.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eliana Forcignanò'/><title type='text'>di Eliana Forcignanò</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R06UGKoZYII/AAAAAAAAAfI/3UtMGZkR9_Y/s1600-h/La+Mosca+su+Paese+Nuovo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138207058530230402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R06UGKoZYII/AAAAAAAAAfI/3UtMGZkR9_Y/s400/La+Mosca+su+Paese+Nuovo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“La mosca nel bicchiere”, ecco la poetica di Bene&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché di Carmelo Bene (Campi Salentina, 1937 – Roma 2002) non si potrebbe o dovrebbe parlare? Forse, perché si tratta oramai di un mito, tuttavia i miti si costituiscono proprio attraverso la parola che li tramanda di gente in gente e la mitopoiesi è un’attitudine irrinunciabile dello spirito umano. Il razionalismo critico, però, ci suggerisce anche che i miti vanno indagati e contestualizzati al fine di comprendere le radici della loro grandezza e, se necessario, rielaborati senza cadere in una sterile agiografia. In altre parole, il contesto, la temperie culturale dal cui interno il mito “fuoriesce” è essenziale e merita di essere analizzata con acribia. Questo il lavoro di Stefano Di Lauro che, per I Libri di Icaro, ha pubblicato “La mosca nel bicchiere”, un saggio sulla poetica di Carmelo Bene contestualizzata nel panorama culturale novecentesco. Il volume è stato di recente presentato alla Città del Libro da Mauro Marino e Maurizio Nocera.&lt;br /&gt;Una ricerca profonda, impegnata, cristallina quella che l’autore ha condotto ponendosi l’obiettivo di analizzare la “poetica esplicita” di Bene, ossia quella testimoniata dagli scritti che di lui ci sono pervenuti.&lt;br /&gt;Affrontare il Bene pensiero – come di Lauro lo chiama – è un’impresa ardua, soprattutto perché numerosi sono i riferimenti alla cultura decadente e alla filosofia dei secoli diciannovesimo e ventesimo. Di Lauro li individua ed espone con chiarezza, risalendo la corrente di un fiume il cui corso pare essere infinito: “Lo zibaldone cartaceo oggetto di questo studio – scrive Di Lauro – non ha nulla della trattatistica; il materiale esaminato, benché libraceo, per forma e asistematicità rammenta certi taccuini nei quali si mescolano senza criterio note e riflessioni”. È vero, però che Bene ha sempre perseguito l’idea di una “sintesi tutta wildeana di arte e critica” e le due poetiche – implicita ed esplicita – sono andate di pari passo fino agli ultimi anni, “salvo alla fine del suo percorso quando gli intenti teorici si fanno così ambiziosi e rarefatti da non poter essere soddisfatti ragionevolmente che al prezzo del silenzio”. È impressionante constatare il retroterra filosofico dal quale il Bene pensiero trae nutrimento: lo Strutturalismo, Nietzsche, Schopenhauer, Deleuze, con il quale Bene ha persino collaborato scrivendo il volumetto “Sovrapposizioni”.&lt;br /&gt;Ora, perché è importante questo saggio sulla poetica di Carmelo Bene? Perché, fino a oggi, pochi si erano preoccupati di esaminare gli antecedenti filosofici del Bene pensiero, limitandosi a rintracciarne esigue scaglie soltanto nella poetica implicita. Di Lauro, invece, scende in profondità, arriva a sceverare quel tema così scottante del “superamento dell’umano” sul quale Bene ha improntato gran parte della sua opera. Inutile dire che il “superamento dell’umano” richiama immediatamente alla memoria l’Oltre-uomo di Nietzsche che si erge al di sopra del caos prodotto dalla quotidianità, per trovare un ordine proprio che esula da quello dell’homunculus comune. Ben nota è l’esemplificazione dell’Eterno Ritorno che fa rifulgere in tutta la sua potenza l’Oltre-Uomo il quale dice sì alla vita, sì all’ “aion” contro il “chronos”, sì all’”ambizione di eccedere l’umano attraverso la forza eternizzante dell’Arte”. L’Arte, com’è noto, è una delle vie di liberazione dalla Volontà enumerate da Schopenhauer anche lui campione del pessimismo che ricompare in, una conversazione di Carmelo Bene con lo studioso Umberto Artioli, riportata nel volume “La mosca nel bicchiere”. Ma Di Lauro rifugge da una collocazione generica dei pensieri filosofici che hanno ispirato Bene e assegna a Schopenhauer il posto che gli compete nel Bene pensiero, ossia quello di “educatore” Quanto all’arte come liberazione dalla Volontà, Bene puntualizza: “L’arte davvero mi fa schifo. Mi interessa più il patologico, cioè il non quotidiano ma quello che, diciamo, in psicoanalisi si chiama, chiamavano immaginario”. Di Lauro interpreta questa affermazione come un moto di stanchezza dell’ultimo Bene che punta all’“eccedenza in sé”, finendo con il teorizzare una “regressione all’increato”, nel tentativo di sottrarsi alla “tirannia del simbolico”. Accanto a Nietzsche e Schopenhauer figurano altri nomi illustri come Stirner, De Saussure, i poeti italiani Manzoni e Leopardi. Ma se il pessimismo di Manzoni trova una consolazione nella vita oltre la morte e quello di Leopardi nella solidarietà fra uomini, per Carmelo Bene non c’è nulla che l’uomo possa fare al fine di migliorare la sua condizione. “L’orizzonte leopardiano della fratellanza – scrive Di Lauro – non ha spazio nel Bene pensiero, condizionato irrimediabilmente da una struttura (psichica, linguistica) inerte alla ragionevolezza del Compromesso e che non contempla il mutuo soccorso come modus universale e duraturo”.&lt;br /&gt;Un’altra questione che non può non affascinare il lettore è la religiosità di Carmelo Bene: Di Lauro lo definisce un “agnostico inquieto, molto inquieto”. Per il Salentino vale il socratico “oiomai me eidenai”, “so di non sapere”, eppure la sua ricerca, la sua fame di trascendenza non cessa. Nel teatro di Carmelo Bene, secondo Alberto Signorini, vi è un’infinita, impossibile “nostalgia dell’Altro” e quando si dice Altro non si può non pensare a Dio. Quella di Carmelo Bene – secondo l’opinione di Signorini – è una religiosità barocca che si ricollega a una teologia negativa. Di Dio non si può dire nulla, perché “già dire è compromettere”. Carmelo Bene iconoclasta, cattolico non nel senso tradizionale del termine, bensì nel senso di essere cosciente della propria finitezza, di vivere perennemente a disagio come Kierkegaard scriveva ne “La malattia mortale”. Questo sentirsi perennemente in colpa ricorda molto la devozione veterotestamentaria, quando l’uomo, lungi dal mettersi in un rapporto alla pari con Dio, si prostrava dinanzi all’Ente Supremo che non osava nemmeno nominare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-842745741993580296?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/842745741993580296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=842745741993580296' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/842745741993580296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/842745741993580296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/dopo-la-citt-del-libro-2007-su-paese.html' title='di Eliana Forcignanò'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R06UGKoZYII/AAAAAAAAAfI/3UtMGZkR9_Y/s72-c/La+Mosca+su+Paese+Nuovo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-4351007459692512717</id><published>2007-11-27T12:21:00.000+01:00</published><updated>2007-11-29T17:07:27.506+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Claudio Longo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografie'/><title type='text'>Carmelo Bene a Campi Salentina - Ottobre 1995</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R0v-RKoZYCI/AAAAAAAAAek/kurmcNs6-2Y/s1600-h/Carmelo+Bene+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137479370811203618" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R0v-RKoZYCI/AAAAAAAAAek/kurmcNs6-2Y/s400/Carmelo+Bene+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fotografia di Claudio Longo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-4351007459692512717?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/4351007459692512717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=4351007459692512717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4351007459692512717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4351007459692512717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/carmelo-bene-campi-salentina-ottobre.html' title='Carmelo Bene a Campi Salentina - Ottobre 1995'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/R0v-RKoZYCI/AAAAAAAAAek/kurmcNs6-2Y/s72-c/Carmelo+Bene+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-574839427055674142.post-4166415202510547794</id><published>2007-11-27T12:17:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T12:20:42.982+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il libro'/><title type='text'>Schegge di un genio</title><content type='html'>Stefano di Lauro&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La mosca nel bicchiere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;la poetica di Carmelo Bene&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;I libri di Icaro  Poetiche 1&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oltre la scena, dietro le maschere dell’attore, “attraverso lo specchio”. La struttura intellettuale di un genio rivoluzionario, rigoroso, indisciplinato, beffardo. E inevitabilmente frainteso. Impervi ma non impraticabili sono i sentieri lungo cui si snoda il Bene pensiero, saldamente ancorato al decadentismo europeo, alla temperie culturale francese degli anni ’50, non meno che a un orizzonte mistico-teologico malgrado lo sbandierato ateismo. Con questo saggio, di Lauro ci offre una scansione degli scritti di CB, dotandoci così d’un "prezioso kit" per intenderne la poetica, ripensarne l’opera, nonché per meglio assaporare la stravaganza di certe memorabili apparizioni televisive. L’autore intesse, con certosina finezza, una sorta di dialogo tra l’artista salentino e i pensieri che hanno definito la sua estetica, e si prova a riconfigurare un paesaggio mentale organico a partire dalle schegge del genio, portando alla luce tanto i detonatori dell’urgenza creativa che l’insanabile mal di vivere. Una vita riarsa la sua, “dis-voluta” eppure così voluta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/574839427055674142-4166415202510547794?l=vscarmelobene.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/feeds/4166415202510547794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=574839427055674142&amp;postID=4166415202510547794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4166415202510547794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/574839427055674142/posts/default/4166415202510547794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vscarmelobene.blogspot.com/2007/11/schegge-di-un-genio.html' title='Schegge di un genio'/><author><name>Mauro Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00357217696174702674</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_w5CrH99ro0Q/SlMln1toxQI/AAAAAAAABTY/3uoOJkCRdFw/S220/Aver+mani+alla+cura+per+Mauro+Marino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
